sul filo performance (2010)

La dogana di Moillesullaz è un luogo di transito, codificato, regolamentato, sorvegliato ma anche complesso ed enigmatico. Frontiera franco-svizzera, visibile ed invisibile, limite tra due paesi, la dogana è frequentata ogni giorno da migliaia di persone a piedi o trasportate./////// Marcare o no questo limite? Ho concepito questo progetto da questa interrogazione e attorno alla complessità di questo luogo. Ambientata in un' architettura modernista, coperta con un portico un importante spazio, la dogana é un luogo permeabile, un punto di rottura della frontiera. Ma é anche un posto di controllo, un passaggio obbligatorio per andare da un territorio ad un altro, una linea è varcata qui e da nessun'altra parte. La frontiera, in evoluzione perpetua è lo spazio del doppio, del doppio impiego, del doppio senso, del doppio gioco. Rimane inafferrabile tanto è ambigua e complessa.////////Il mio progetto fu di realizzare una performance facendo evoluire un funambolo su un filo metallico teso tra le strutture della dogana di Moillesullaz. Il funambolo compie evoluzioni a tre metri di altezza giocando colla prossimità degli utenti della dogana che possono seguire con gli occhi ciascuno dei suoi movimenti con precisione. Questo con un semplice spostamento  di va e vieni, una marcia lenta, viene a mettere in bilico  il flusso intenso che percorre questo luogo a certe ore del giorno dalla sua deambulazione intermittente.

"È sufficiente che ci sia un filo in alto perchè la gente si accorga che il fatto di mettere un piede davanti all'altro sia una cosa del tutto straordinaria."

Per questo progetto mi sono interessata a tutto quello che rappresenta l'immagine del funambolo. Dal punto di vista teologico, il funambolismo può sembrare assolutamente privo di senso, assurdo. Ma può anche rivelare la straordinaria robustezza della vita, l'equilibrio e la fragilità, la precarietà./////// Con questa performance che mette in tensione il luogo e gli utenti, ho sperato di sorprendere e interrogare questi sul "va da sé" quotidiano, ridare la capacità di meravigliarsi di fronte a quello che siamo riusciti a considerare come banale, varcare una frontiera. Il funambolismo sarebbe quindi un modo di rivelare in negativo./////// Questo progetto ci parla anche di ritmo e di movimento tra equilibrio e squilibrio, segna la strada. Giocando su questa linea invisibile separando Gaillard da Ginevra, la Francia dalla Svizzera, questa linea è presenta e assenta.Genera sorveglianza, controllo e differenza. Coll'imagine del funambolo è tutta la complessità di percorrere questo luogo che emana.

Performance colla partecipazione del funambolo Solen Briand e della sua squadra. 
Installazione di un filo a tre metri di altezza e di una controventatura agganciata a due blocchi di cemento.
Marcia sul filo di 5 minuti eseguita una quindicina di volte al giorno. 
Installazione presente sul luogo durante 24h.