offshore installazione (2008)

Quest’installazione è costituita da un groviglio di piattaforme su cui si impiantano delle «architetture-sculture», creando un universo urbano immaginario. Si possono distinguere delle zone piu colorate e costruite schematicamente, ispirate a  Las Vegas, luogo della finzione, della riproduzione artificiosa. Associate a delle zone piu scure e intriganti, perche meno distinguibili, composte da cornetti di gelato neri che obnubilano tutto il resto dell’installazione, contribuiscono a presentare questa «città» come una specie d’utopia.///////Le luci creano con la polvere nera che si é depositata come con un vento di sabbia, un’atmosfera pesante e dubbiosa, ricordando universi di fantascienza come Blade Runner./////// Questo mondo un po’ disincantato gioca sull'aspetto immaginario della realtà per parlare del «opium spettacolare e della forza d’irrealtà della città » (Bruce Begout Zeropolis). Ogni costruzione artificiale esiste soltanto perche c’é uno spettatore. Il cui ruolo e il cui punto di vista é molto importante. Dominando la scena senza poterci accedere o scoprendola come di fronte ad un quadro che svela il rovescio di una decorazione, una tensione senza azione s’installa tra lui e il palcoscenico. Esiste in questo lavoro una tensione forte alla teatralità.

Oggetti e materiali diversi. 6×2.5×2 m